Dal cortile d’accesso si gode uno splendido panorama sul lago di Viverone e sull’anfiteatro morenico della Serra. Il porticato risale all’epoca della dominazione dei Bicchieri, come ricorda lo stemma nella parte superiore. Questa nobile casata vercellese lo fortificò per difendersi nelle lotte fra guelfi e ghibellini.
Ambito per la sua posizione strategica, nel XIV e nel XV Secolo il castello fu al centro delle lotte fra i Visconti, i Savoia e i Marchesi del Monferrato, infine diventa proprietà del Duca Amedeo VIII di Savoia che investe Ludovico Valperga di Masino del feudo.
Nel XVI secolo fu teatro di duri scontri fra la Francia di Francesco I e la Spagna di Carlo V, il castello abbondantemente fortificato ed armato, resistette ai duri attacchi delle truppe francesi che non riuscirono ad impossessarsene. Finalmente cessano le ostilità con il ritorno dei Savoia con Emanuele Filiberto, che lo cede nel 1569 a Francesco Valperga, governatore di Milano e Vercelli. I suoi eredi lo manterranno fino all’avvento di Napoleone.
All’interno ha la propria sede l’Enoteca Regionale della Serra. Nelle cantine che risalgono al XVI secolo sono esposti più di 200 tipi di vino. Una raccolta di circa 20.000 bottiglie accuratamente selezionate.
A ridosso del castello troviamo la seicentesca chiesa San Michele, costruita accanto ad una antichissima chiesa romanica del XII secolo, che custodisce un’ancona lignea sull’altare maggiore, opera di Gaspare Serra (1738).
Nel Borgo sottostante al Castello troviamo la chiesa di San Rocco. La prima costruzione di questa piccola chiesa risale agli inizi del XVI secolo. Una visita pastorale del 1606 la descrive in uno stato precario e bisognosa di interventi radicali. Nel 1630, quando imperversava la peste, la “Credenza di Roppolo” propose di ricostruire la chiesetta, incaricando i “consoli” di reperire i fondi necessari. In quei tempi calamitosi, nel pieno dell’epidemia si ritenne più che necessario ricostruire la chiesetta dedicata a San Rocco, Santo protettore contro la pestilenza. Nel corso dei secoli è stata più volte rimaneggiata e nei primi anni del 1800, il Barone Petiva, la cui famiglia era originaria di Piverone, la dotava della somma di lire quattromila per le celebrazioni festive. Anche ai nostri giorni vi si celebrano messe e durante tutto il mese di maggio viene celebrato il S. Rosario